Il gruppo dei Ministranti in Parrocchia

Il Gruppo dei Ministranti comunemente chiamato “Gruppo dei Chierichetti” esiste in Parrocchia fin dagli anni ’70.

Il compito del Ministrante è di servire all’Altare del Signore durante la celebrazione della S. Messa.

Chi è il ministrante?

Il ministrante è quel ragazzo che serve all’altare durante le celebrazioni liturgiche. Il termine ministrante ha sostituito col tempo il termine “chierichetto” per far capire meglio il suo significato. Esso, infatti, deriva dal latino “ministrans”, cioè “colui che serve”, secondo l’esempio di Gesù che non ha esitato a servire per primo e che invita anche noi a fare la stessa cosa amando i nostri fratelli.
Ma essere ministrante non vuol dire solamente svolgere il servizio all’altare perché:

• Il ministrante è un ragazzo che attraverso il Battesimo è diventato amico di Gesù che ci ha mostrato che Dio è Amore.
• Il ministrante è un ragazzo che nella vita di ogni giorno cerca di vivere quello stile di amore e di servizio che Gesù ci ha insegnato.

Chi può essere ministrante?

Il ministrante svolge un vero e proprio ministero liturgico così come i lettori, gli accoliti, i cantori… ma è un compito speciale e originale perché ciascuno nella Chiesa e nella vita è chiamato a qualcosa di bello. È ministrante ogni ragazzo, adolescente o giovane, che abbia compreso che la Chiesa è espressione di quella sinfonia d’amore che è Dio stesso. Un ragazzo che sa che Gesù è quell’amico che sa dare un colore speciale alla vita di ogni giorno vissuta nell’amore.

Il ministrante non solo presta un servizio concreto nelle celebrazioni della comunità ma con la sua stessa presenza può aiutare i suoi amici e gli altri fedeli a vivere sempre meglio la liturgia e la propria fede cristiana.

Oggi essere ministranti significa scoprirsi parte di una realtà più grande nella quale siamo chiamati a far brillare la luce della gioia che nasce dal mettersi in gioco sempre, subito, con passione. È anche prendere consapevolezza dei propri doni per metterli a servizio degli altri e così crescere sempre più per diventare se stessi.

Un po’ come in una squadra di calcio ognuno occupa un posto e dà il meglio di sé perché la squadra possa festeggiare un successo, così nel gruppo ministranti ognuno fa la sua parte, allenandosi sempre di più nel crescere nell’amicizia con Dio e nel servizio concreto, e contribuisce a rendere la comunità il luogo della festa e della gioia.

Un gruppo ministranti non esiste solo per fare qualcosa, ma anche per andare in profondità nell’amicizia con Gesù: “È veramente ammirevole che persista la nota consuetudine che siano presenti dei fanciulli o dei giovani, chiamati di solito «ministranti», che prestino servizio all’altare alla maniera dell’accolito, e abbiano ricevuto, secondo le loro capacità, una opportuna catechesi riguardo al loro compito”. Per questo motivo mettiamo a disposizione diversi strumenti per vivere bene un percorso nell’anno liturgico capace di far sperimentare la bellezza di essere cristiani autentici e ministranti che portano il dono della fede anche agli altri.

Santi modelli e patroni dei ministranti

Tra i patroni e modelli del ministrante/chierichetto troviamo san Tarcisio, un giovane cristiano di una delle prime comunità di Roma, che si rese disponibile a portare l’Eucaristia ai suoi fratelli in prigione a causa delle fede e che venne insultato e ucciso dai suoi coetanei pagani. Un altro modello e patrono del ministrante/chierichetto è san Domenico Savio, un ragazzo che visse nel secolo scorso, che portava nel cuore il sogno di fare della sua vita un dono a Dio e ai fratelli: egli conobbe un altro grande santo, San Giovanni Bosco, che aiutandolo a scoprire la sua vocazione lo accompagnò anche nel momento della partenza per il cielo in giovane età.